Ecologie instabili. Nel punto in cui tutto si trasforma

curated by Raffaele Quattrone
Galleria Studio Cenacchi – Via S. Stefano 63, Bologna / May 5 to June 4, 2026

Two Solo Shows: Sabrina Muzi, Roberta Cavallari

[…] La mostra costruisce uno spazio di tensione tra due modalità attraverso cui il reale si modifica, si rigenera e si ridefinisce continuamente, a partire da una domanda implicita: cosa significa oggi osservare un paesaggio? E, soprattutto, cosa resta invisibile dentro ciò che crediamo di vedere? Nelle opere di Sabrina Muzi, lo sguardo si avvicina al sottobosco, scegliendo una scala intima e ravvicinata che esclude l’orizzonte per concentrarsi su frammenti minimi: arbusti, foglie, fili d’erba, porzioni di terreno. La luce, filtrando tra le fronde, non illumina uniformemente ma seleziona, incide, isola. Si formano così apparizioni improvvise, zone di intensità visiva che rivelano un ordine relazionale tra le forme, normalmente impercettibile. Queste immagini non sono semplici trascrizioni del reale, ma sedimentazioni di esperienza, memorie di camminate in cui il paesaggio si offre per brevi istanti come rivelazione. Il sottobosco diventa così uno spazio liminale: luogo nascosto, in ombra, dove la decomposizione coincide con la generazione e prende forma una trasformazione silenziosa ma continua. A questa dimensione si lega il riferimento alla Viriditas, concetto elaborato da Ildegarda di Bingen, che identifica nella natura una forza vitale autonoma, capace di rigenerarsi, curare e persistere oltre ogni forma di crisi. La pittura agisce qui come dispositivo di rivelazione, rendendo visibile ciò che cresce, spesso al di fuori del campo della percezione immediata.  […]  (Raffaele Quattrone)

 

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[excerpt from press release]